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Analisi Ittiosi del bovino
MODULO RICHIESTA ANALISI
Con il termine di Ittiosi si intende un gruppo eterogeneo di genodermatosi osservate nel bovino, Greater Kudu, cane, gatto, suino, topo, lama e uomo. Il nome deriva dalle caratteristiche lesioni cutanee che ricordano le squame di un pesce.
Attualmente nel bovino si conoscono due forme congenite di Ittiosi: Ittiosi Fetale, forma grave ed incompatibile con la vita, ed Ittiosi Congenita, forma meno grave e compatibile con la vita.
La malattia è stata descritta nel bovino (Julian, 1960; Lups, 1963; Steffen, 1993; Raoofi e coll., 2001, Longeri et al., 2007), Greater Kudu (Chittick e coll., 2002), lama (Belknap e Dunstan, 1990), cane (Muller, 1976; August e coll., 1988; Mecklenburg e coll., 2000), suino, pollo, topo (Baker e Ward, 1985; Raoofi e coll., 2001) e nell’uomo (Akiyama, 1999).
L’Ittiosi fetale (feto arlecchino) è la
forma più grave e non è
compatibile con la vita; i
vitelli ammalati nascono morti o
muoiono pochi giorni dopo la
nascita. La cute è ricoperta da
larghe scaglie cutanee separate
da profonde fessure le quali
ricordano una “corazza di cuoio”;
il pelo è in genere
completamente assente. La cute,
spessa ed anelastica, provoca
una eversione delle giunzioni
muco-cutanee, eclabium ed
entropium. Questa forma
assomiglia all’ittiosi
arlecchino umana (HI) anch’essa
incompatibile con la vita, dove
sono presenti formazioni cutanee
simile a squame, diffuse su
tutto il corpo.
L’Ittiosi congenita è la forma
meno grave e compatibile con la
vita. Lo stato generale è buono.
Le lesioni sono rappresentate da
ipercheratosi, che può essere
presente alla nascita o
comparire più tardivamente; la
mancanza di pelo non è un
difetto iniziale, ma col passare
del tempo possono comparire aree
di alopecia. L’ispessimento
cutaneo e le squame sono
presenti soprattutto a livello
di arti, addome e muso. Vengono
riportati casi di cataratta,
microtia ad anomalie tiroidee.
L’ittiosi congenita bovina
assomiglia all’ittiosi lamellare
umana (LI).
In entrambe le forme di ittiosi
l’alterazione istologica,
nonostante la variabilità di
localizzazione anatomica e la
gravità, è sempre una
ipercheratosi lamellare
ortocheratotica dell’epidermide
e dei follicoli piliferi.
Probabilmente, come per le forme
presenti in umana, le squame
derivano da una difettosa
desquamazione associata ad un
aumento di coesione dei
cheratinociti.
In entrambe le forme di ittiosi
del bovino si sospetta una base
ereditaria legata ad un gene
autosomico recessivo.
E' stato messo a punto da
Vetogene in collaborazione con
l'Università di Milano il test
genetico utile ad identificare i
soggetti portatori della tara.
Resta in ogni caso fondamentale
la segnalazione di animali
ammalati e la loro accurata
identificazione per procedere
all'analisi ed individuare così
le linee genetiche portatrici
della malattia.

