BREVETTO VETOGENE - Uso esclusivo

Analisi Ittiosi del bovino

"Vista la natura estremamente delicata delle analisi, prima di programmare un prelivo ed invio di un vampione  campione di sangue è imprescindibile prendere contatto con il Dr. Pietro Parma attraverso uno dei seguenti canali:

pietro.parma@unimi.it - cell. 348 33 03 743
Si consiglia di prendere visione delle informazioni contenute al seguente link:  http://users.unimi.it/citozoo

Con il termine di Ittiosi si intende un gruppo eterogeneo di genodermatosi osservate nel bovino, Greater Kudu, cane, gatto, suino, topo, lama e uomo. Il nome deriva dalle caratteristiche lesioni cutanee che ricordano le squame di un pesce.

Attualmente nel bovino si conoscono due forme congenite di Ittiosi: Ittiosi Fetale, forma grave ed incompatibile con la vita, ed Ittiosi Congenita, forma meno grave e compatibile con la vita.

La malattia è stata descritta nel bovino (Julian, 1960; Lups, 1963; Steffen, 1993; Raoofi e coll., 2001, Longeri et al., 2007), Greater Kudu (Chittick e coll., 2002), lama (Belknap e Dunstan, 1990), cane (Muller, 1976; August e coll., 1988; Mecklenburg e coll., 2000), suino, pollo, topo (Baker e Ward, 1985; Raoofi e coll., 2001) e nell’uomo (Akiyama, 1999).

L’Ittiosi fetale (feto arlecchino) è la forma più grave e non è compatibile con la vita; i vitelli ammalati nascono morti o muoiono pochi giorni dopo la nascita. La cute è ricoperta da larghe scaglie cutanee separate da profonde fessure le quali ricordano una “corazza di cuoio”; il pelo è in genere completamente assente. La cute, spessa ed anelastica, provoca una eversione delle giunzioni muco-cutanee, eclabium ed entropium. Questa forma assomiglia all’ittiosi arlecchino umana (HI) anch’essa incompatibile con la vita, dove sono presenti formazioni cutanee simile a squame, diffuse su tutto il corpo.
L’Ittiosi congenita è la forma meno grave e compatibile con la vita. Lo stato generale è buono. Le lesioni sono rappresentate da ipercheratosi, che può essere presente alla nascita o comparire più tardivamente; la mancanza di pelo non è un difetto iniziale, ma col passare del tempo possono comparire aree di alopecia. L’ispessimento cutaneo e le squame sono presenti soprattutto a livello di arti, addome e muso. Vengono riportati casi di cataratta, microtia ad anomalie tiroidee. L’ittiosi congenita bovina assomiglia all’ittiosi lamellare umana (LI).
In entrambe le forme di ittiosi l’alterazione istologica, nonostante la variabilità di localizzazione anatomica e la gravità, è sempre una ipercheratosi lamellare ortocheratotica dell’epidermide e dei follicoli piliferi.
Probabilmente, come per le forme presenti in umana, le squame derivano da una difettosa desquamazione associata ad un aumento di coesione dei cheratinociti.
In entrambe le forme di ittiosi del bovino si sospetta una base ereditaria legata ad un gene autosomico recessivo. E' stato messo a punto da Vetogene in collaborazione con l'Università di Milano il test genetico utile ad identificare i soggetti portatori della tara. Resta in ogni caso fondamentale la segnalazione di animali ammalati e la loro accurata identificazione per procedere all'analisi ed individuare così le linee genetiche portatrici della malattia.

Per informazioni: http://users.unimi.it/citozoo