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Piccioni viaggiatori
IL COLOMBO VIAGGIATORE: la sua storia
I colombi sono la prima specie di uccelli addomesticata dall'uomo: i primi antichi resti di colombaie risalgono ad oltre 3000 anni avanti Cristo, cioè circa 5000 anni fa.
Conosciuti e apprezzati in Mesopotamia e nell'antico Egitto, oltre a rappresentare una fonte di cibo erano ritenuti animali sacri, simbolo di fecondità, infatti per i Greci e Romani il colombo era caro ad Afrodite e Venere, dea dell'amore. Nell'antichità Persiani, Assiri, Fenici ed Egiziani lo utilizzarono per trasmettere informazioni: per secoli fu il più veloce fra i mezzi di comunicazione, infatti Cesare se ne servì durante la conquista della Gallia e i Saraceni li utilizzeranno durante le Crociate.
Malgrado l'uso militare che nel tempo se ne è fatto, per molte religioni il colombo resta simbolo di pace e riconciliazione: nell'Antico Testamento, è una colomba ad annunciare a Noè la fine del diluvio e per il Cristianesimo essa incarna lo Spirito Santo.
Nelle tribù degli indiani d'America, il verso della colomba è di buon auspicio contro la siccità, per la sua somiglianza allo scroscio della pioggia.
Nel Medioevo, in talune zone dell'Europa, solo agli aristocratici sarà consentito costruire colombaie e allevare colombi.
Ma l'avvio del moderno sport colombofilo si avrà nel 1871, durante l'assedio di Parigi: circondati dalle truppe prussiane, i parigini comunicheranno con l'esterno della città solo attraverso messaggi affidati ai colombi e durante le due Guerre Mondiali l'importanza bellica del colombo viaggiatore fu notevole.
In Italia lo sport colombofilo ha radici molto antiche: Plinio racconta che, in epoca romana, a Modena era conosciuta una razza “porta-messaggi”.
Spetta proprio all'Emilia, attraverso i secoli, il primato di abilità e passione, le razze allevate a Modena e Reggio Emilia in età medioevale furono cravattati e triganini; spesso incrociati col colombo selvatico, non offrivano garanzie di rientro oltre i cento chilometri.
A Firenze fu fondata la prima società colombofila, seguita da Modena, Reggio Emilia, Parma e Bologna.
Nel
1902 vedrà la luce la
Federazione Colombofila Italiana,
che nel tempo conterà sempre più
soci. Le vicende colombofile a
cavallo fra i due conflitti
mondiali si intrecciano, come
già accennato, con quelle
dell'esercito italiano, che dal
1935 raccoglierà colombi e
colombofili sotto la propria
tutela; un sodalizio interrotto
solo ai giorni nostri, con
l'abrogazione della legge 3086,
e la Federazione approva infine
lo Statuto che la configura come
ente di "Pubblica Utilità"
classificando il colombo
viaggiatore tra gli animali da
affezione.
Grazie alle centinaia di nuovi
appassionati, fra tante ombre e
problemi - ma altrettanto
entusiasmo - lo sport
colombofilo d'Italia si
garantisce il viaggio più sicuro
ed esaltante anche nel nuovo
millennio.
Tratto da : http://www.colomboviaggiatore.com

